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un semplice ringraziamento
In
tutti questi anni molte persone hanno contribuito a far crescere il mondo della
canoa e a farlo diventare una concreta realtà nel panorama sportivo italiano.
Valenti
presidenti hanno gestito con capacità la federazione, tecnici ed allenatori
preparati hanno cresciuto e stimolato gli atleti, e questi ultimi ci hanno poi
ripagato di successi meritati, campionati europei e mondiali e vittorie
olimpiche che danno lustro non solo al nostro mondo ma all’intero movimento
sportivo italiano.
Oltre
a queste persone però ce ne sono altre di cui non si parla mai, ma che
ugualmente contribuiscono alla crescita di questo sport : oggi voglio parlare
proprio di una di loro, di una signora schiva e riservata e perciò sconosciuta
nel nostro ambiente.
La
signora Marisa è la mamma di uno sfortunato atleta del Canoa Club Città di
Castello, Maurizio Bianconi detto “Gnao”, prematuramente scomparso 17 anni or
sono.
Maurizio
era un valido atleta, nel 1989 conquistò un bronzo in C2 ai Mondiali negli USA,
più qualche titolo italiano negli anni seguenti, ma soprattutto era un ragazzo
impegnato a fondo nel nostro sport, come atleta e come allenatore di giovani
speranze che poi avrebbero vinto grazie ai suoi consigli ed insegnamenti.
Come detto, un destino maligno ce lo ha strappato, troppo presto. Il suo
ricordo è però vivo in noi, non manca mai occasione per ricordarlo.
Ogni
anno, al termine della gara qui a Città di Castello, la nostra società
premia la squadra partecipante col maggior numero di atleti con un trofeo
intitolato a Maurizio Bianconi: una canoa da discesa, che grazie alla
generosità della signora Marisa abbiamo potuto regalare per ben 16 edizioni, e
quest’anno ce ne sarà un’altra.
Questo vuol dire che finora almeno 16 ragazzini hanno potuto allenarsi e
gareggiare con le canoe offerte dalla signora Marisa, che altro non vuole che
giovani amanti di questo sport possano coltivare la propria passione: quello
che faceva Maurizio, quello che avrebbe voluto continuare a fare.
16
come minimo, ma la nostra speranza - anzi, certezza - è che in più abbiano
usufruito di queste imbarcazioni per allenarsi e competere, e vi assicuro che
l’emozione è forte quando vediamo una canoa di Gnao in una gara di discesa in
qualche parte d’Italia.
A
questi giovani, l’augurio di riuscire ad affermarsi nel loro sport preferito.
Per
la signora Marisa, non ci sono parole sufficienti per ringraziarla. Ma lei non
vuole cerimonie e ringraziamenti, le basta sapere che ricordiamo il suo Gnao,
che lo consideriamo qui con noi.
C.B.
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