Il
nuovo anno inizia con tanta acqua, e per noi canoisti ciò non
è male: ci auguriamo sempre che ci sia un costante rifornimento
dal cielo per poter svolgere con regolarità le nostre
attività e coltivare il nostro hobby preferito.
In verità in questi giorni ne è venuta giù anche
un po' troppa e questo, oltre a limitare le nostre pratiche sportive,
ha creato notevole preoccupazione per le possibili esondazioni del
fiume ed anche qualche danno dovuto più che altro alla caduta di
piante di alto fusto.
Il Tevere si presentava già bello gonfio il primo giorno
dell'anno, con l'idrometro del ponte a Città di Castello che
indicava 180. A farne le spese è stato subito il nostro bel
presepe sospeso sul fiume, travolto dalle acque paurosamente
ingrossate. Nei giorni successivi il tempo dava tregua, consentendoci
di svolgere anche la tradizionale gara della Discesa di Natale con gli
amici della Canottieri Firenze. Ma subito riprendeva a piovere,
copiosamente ed ininterrottamente, e martedì 5 gennaio si vedeva
ad occhio il fiume crescere. Nel pomeriggio gli atleti del Canoa Club
sono scesi da San Giustino a Città di Castello, con l'idrometro
che alla partenza dalla sede segnava 170 e che nel giro di un'ora e
mezzo all'arrivo era cresciuto di ben 40 cm. raggiungendo quota 210 ed
obbligando i ragazzi a scendere dalle canoe ben prima del nostro
pontile, zona in cui si erano formati pericolosi vortici e la rapida
del CCCC faceva sentire tutta la sua forza risucchiante.
In serata l'acqua continuava a crescere, fino a sommergere in
più punti la strada costeggiante il fiume e a questo punto
scattava anche l'allarme della Protezione Civile.
L'idrometro segnava ormai il ragguardevole livello di 250 e un'altra
nottata come la precedente avrebbe messo a dura prova la tenuta degli
argini. Provvidenziale anche il lavoro svolto alla diga di Montedoglio,
dove i tecnici hanno regolato il deflusso dell'acqua a seconda delle
necessità e controllato così una situazione che poteva
davvero diventare pericolosa. Verso le due si arrivava a quota
270, poi l'acqua cominciava a scendere e la mattina successiva
l'emergenza poteva dirsi passata almeno a Città di Castello, ma
l'ondata di piena provocava allagamenti di campi intorno a Trestina ed
anche danni ad abitazioni nella zona del perugino.
Le ultime notizie parlano di un giovedì 7 tranquillo, con un
livello a 140 e le acque ritiratesi almeno dal percorso verde
costeggiante il fiume.
le foto della piena