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Gennaio 2010 - il Tevere in piena

Il nuovo anno inizia con tanta acqua, e per noi canoisti ciò non è male: ci auguriamo sempre che ci sia un costante rifornimento dal cielo per poter svolgere con regolarità le nostre attività e coltivare il nostro hobby preferito.
In verità in questi giorni ne è venuta giù anche un po' troppa e questo, oltre a limitare le nostre pratiche sportive, ha creato notevole preoccupazione per le possibili esondazioni del fiume ed anche qualche danno dovuto più che altro alla caduta di piante di alto fusto.
Il Tevere si presentava già bello gonfio il primo giorno dell'anno, con l'idrometro del ponte a Città di Castello che indicava 180. A farne le spese è stato subito il nostro bel presepe sospeso sul fiume, travolto dalle acque paurosamente ingrossate. Nei giorni successivi il tempo dava tregua, consentendoci di svolgere anche la tradizionale gara della Discesa di Natale con gli amici della Canottieri Firenze. Ma subito riprendeva a piovere, copiosamente ed ininterrottamente, e martedì 5 gennaio si vedeva ad occhio il fiume crescere. Nel pomeriggio gli atleti del Canoa Club sono scesi da San Giustino a Città di Castello, con l'idrometro che alla partenza dalla sede segnava 170 e che nel giro di un'ora e mezzo all'arrivo era cresciuto di ben 40 cm. raggiungendo quota 210 ed obbligando i ragazzi a scendere dalle canoe ben prima del nostro pontile, zona in cui si erano formati pericolosi vortici e la rapida del CCCC faceva sentire tutta la sua forza risucchiante.
In serata l'acqua continuava a crescere, fino a sommergere in più punti la strada costeggiante il fiume e a questo punto scattava anche l'allarme della  Protezione Civile.  L'idrometro segnava ormai il ragguardevole livello di 250 e un'altra nottata come la precedente avrebbe messo a dura prova la tenuta degli argini. Provvidenziale anche il lavoro svolto alla diga di Montedoglio, dove i tecnici hanno regolato il deflusso dell'acqua a seconda delle necessità e controllato così una situazione che poteva davvero diventare pericolosa.  Verso le due si arrivava a quota 270, poi l'acqua cominciava a scendere e la mattina successiva l'emergenza poteva dirsi passata almeno a Città di Castello, ma l'ondata di piena provocava allagamenti di campi intorno a Trestina ed anche danni ad abitazioni nella zona del perugino.
Le ultime notizie parlano di un giovedì 7 tranquillo, con un livello a 140 e le acque ritiratesi almeno dal percorso verde costeggiante il fiume.

le foto della piena







 

CANOA CLUB CITTA' DI CASTELLO asd

                                                       






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